Riflessioni
julia83
12:30 am
Eccomi appena giunta alla fermata del pullman, stanca dopo la corsa fatta, anche se so benissimo che tarderà, ma io devo arrivare almeno dieci minuti prima. Come sempre, come da cinque o sei anni ormai, sempre in anticipo, mai in ritardo. Una delle mie piccole manie, o forse, un pregio per alcuni, dipende dai punti di vista. Dipende da te stessa come ti rapporti di fronte alle piccole fissazioni di tutti i giorni.
E a seguire, gli stessi meccanismi: controllare di avere l’abbonamento, o i biglietti necessari: urbani, suburbani uno dietro all’altro, come i pullman da prendere, come le varie cose che devi fare durante il giorno, dividere, programmare, classificare. Aprire la borsa e controllare un sacco di volte i cellulari (già, come una top manager!), il portafoglio, l’agenda ed il suo contenuto di foglietti preziosi, tanti, pieni di parole, per nulla indispensabili, ma necessari solo per te, come un morbido cuscino su cui poggiare i miei occhi mentre li rileggo.
Dopo dieci minuti il pullman non arriva, allora ritorno ad aprire la mia borsa di Mary Poppins: l’Ipod c’è? C’è, come sempre c’è, Giulia, ma devi controllare lo stesso! La penna? E quando mai dimentico la penna? Io??? Io che scrivo anche sui foglietti che ti danno davanti all’università, potrei mai dimenticare la penna? No, infatti, è ben protetta nella tasca esterna. Via così, per ogni oggetto, per ogni idea fissa che puntualmente ritorna, mentre sono seduta “tranquilla” alla fermata del pullman.
Aspettare ancora ed intravedere la linea blu famigliare del Gtt, darsi un’ultima occhiata allo specchietto (trucco? Ok!) non perché sono narcisista, ma solo per rendermi conto se veramente quella “pazza” che ha le smanie di controllare ogni due minuti il contenuto della sua borsa sia proprio io o se si tratti, invece, della mia personalità che, pressante, vuole sempre ritagliarsi un posticino nella mia giornata.
Eppure non potrei farne a meno di quella Me che controlla ogni cosa, che vuole ripetere ogni giorno lo stesso rituale, forse perché è dolce l’abitudine ed è amaro il cambiamento o semplicemente perché senza quelle leggere, adorabili manie non sarei io, non sarei più la Giulia compulsiva ed ossessiva di tutti i giorni. Mi amo così, perché cambiare?! Eheh!
Giulia Gino
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