Il duro mestiere dello Scrittore Sabato, Giu 28 2008 

Avevo bisogno di un posto più raccolto, più intimo per scrivere.

Avevo bisogno di un posto non molto frequentato come il mio blog su Msn.

Avevo bisogno di un posto dove potevo adagiarmi per un po’ sui miei racconti, sulle mie poesie, sugli stralci di quelli che saranno i miei romanzi. Uno scritto, corretto e diciamo dato alle stampe. Uno iniziato, ma che giace come una crisalide nelle pieghe della memoria del mio inseparabile pc. Quando sarà pronto a volare di nuovo? Un altro che sto scrivendo adesso di notte o nei pomeriggi assolati di quest’estate strana.

La musica mi entra nella testa e ne escono parole, storie, avventure delle mie creature, forse un po’ mie, perchè è inevitabile questa compresenza di me-scrittrice e di me-personaggio.

Eppure ritornare qui, riprendere i post nelle mie mani virtuali e rileggere mi fa bene, mi ricorda ciò che ho sempre sognato, ciò che prima o poi raggiungerò.

 

Diventare Scrittrice.

 

Non è essere famosi quello che conta – o meglio per essere sinceri, è solo una parte – diventare Scrittori e sottolineo la S maiuscola, vuol dire vivere con gli altri; osservarli, analizzarli. Scoprire ed interpretare stati d’animo. Vivere ciò che loro vivono, respirare la stessa aria che respirano, toccare, mangiare, ridere e scherzare come fanno loro. Ed è solo così che si riesce ad instaurare un rapporto tra chi scrive e chi legge.

Tutto ciò mi è stato insegnato da un Maestro o meglio dal Maestro Strehler. E supportato dagli studi su Visconti, sul mio adorato Carmelo Bene e su tutti quegli uomini e donne di teatro che ho imparato a conoscere in cinque splendidi anni.

 

Julia. I’m coming back…

 

(per ulteriori ragguagli sulla mia vita, sulle mie opere e su eventuali miracoli: http://deajulia83.spaces.live.com/)

Alla fermata del pullman, manie dolci adorabili manie Venerdì, Ott 26 2007 

Eccomi appena giunta alla fermata del pullman, stanca dopo la corsa fatta, anche se so benissimo che tarderà, ma io devo arrivare almeno dieci minuti prima. Come sempre, come da cinque o sei anni ormai, sempre in anticipo, mai in ritardo. Una delle mie piccole manie, o forse, un pregio per alcuni, dipende dai punti di vista. Dipende da te stessa come ti rapporti di fronte alle piccole fissazioni di tutti i giorni.

E a seguire, gli stessi meccanismi: controllare di avere l’abbonamento, o i biglietti necessari: urbani, suburbani uno dietro all’altro, come i pullman da prendere, come le varie cose che devi fare durante il giorno, dividere, programmare, classificare. Aprire la borsa e controllare un sacco di volte i cellulari (già, come una top manager!), il portafoglio, l’agenda ed il suo contenuto di foglietti preziosi, tanti, pieni di parole, per nulla indispensabili, ma necessari solo per te, come un morbido cuscino su cui poggiare i miei occhi mentre li rileggo.

Dopo dieci minuti il pullman non arriva, allora ritorno ad aprire la mia borsa di Mary Poppins: l’Ipod c’è? C’è, come sempre c’è, Giulia, ma devi controllare lo stesso! La penna? E quando mai dimentico la penna? Io??? Io che scrivo anche sui foglietti che ti danno davanti all’università, potrei mai dimenticare la penna? No, infatti, è ben protetta nella tasca esterna. Via così, per ogni oggetto, per ogni idea fissa che puntualmente ritorna, mentre sono seduta “tranquilla” alla fermata del pullman.

Aspettare ancora ed intravedere la linea blu famigliare del Gtt, darsi un’ultima occhiata allo specchietto (trucco? Ok!) non perché sono narcisista, ma solo per rendermi conto se veramente quella “pazza” che ha le smanie di controllare ogni due minuti il contenuto della sua borsa sia proprio io o se si tratti, invece, della mia personalità che, pressante, vuole sempre ritagliarsi un posticino nella mia giornata.

Eppure non potrei farne a meno di quella Me che controlla ogni cosa, che vuole ripetere ogni giorno lo stesso rituale, forse perché è dolce l’abitudine ed è amaro il cambiamento o semplicemente perché senza quelle leggere, adorabili manie non sarei io, non sarei più la Giulia compulsiva ed ossessiva di tutti i giorni. Mi amo così, perché cambiare?! Eheh!

Giulia Gino

Pubblicato su Le pagine della nostra vita http://www.lepaginedellanostravita.it/giornalino/pagina7.html

Un bagno tra profumi e pensieri Martedì, Set 25 2007 

Bisogna prendere il tempo per stare sole con noi stesse. Bisogna ricavare un posticino dove siamo noi ed i nostri pensieri senza paura e senza sentire i minuti passare. Bisogna pensare certe volte, non lasciarsi travolgere dalla vita intensa di tutti i giorni, dove i pensieri si rincorrono frenetici uno dietro all’altro, senza essere capaci di affrontarli con calma. Bisogna quindi dire “Stop!”.

Una vasca calda, anche se è estate, il vapore che sale e la schiuma che ci solletica. Per una volta all’impatto zero non si pensa. Semplicemente si sta immobili ad aspettare qualcosa, magari che il tempo scivoli via per un po’ senza di noi, magari solo che ci arrivi un determinato segno che aspettiamo da tempo o… mille altre cose che ci occupano il cervellino.

Straordinari giochi della schiuma sulle braccia, sulle gambe, come sabbia dorata di una spiaggia lontana. Ferme, immobili, trattenendo il respiro si osservano le linee di schiuma che ci circondano, più spesse a contatto con la pelle, come se volessero seguire per un po’ il corpo che stanco cambia posizione. I capelli si arricciano leggermente e il viso si distende. Relax completo, profumo di un bagnoschiuma nuovo, stuzzicante al peperoncino, un po’ per sorridere da sole, un po’ perchè oggi la giornata aveva bisogno di quel qualcosa in più.

Ed i pensieri che si sciolgono lentamente come il filo d’Arianna. Non è il labirinto di Minosse che bisogna affrontare, ma il più complicato labirinto del cuore-mente. Arduo il percorso, disseminato di pericoli, ma la certezza di trovare l’uscita c’è. Un bagliore in fondo al dedalo si intravede, basta capire i segnali del cuore. Codici strani, codici misteriosi che neanche delle leggi possono spiegare, perchè non esistono leggi in amore, nella vita del cuore. Ogni cosa è anarchia, ogni singolo momento è un dono che bisogna sapere scartare con calma, perchè l’attesa è la parte più bella di ogni regalo. Non sai cosa ti aspetta, ti rigiri il regalo fra le mani ed immagini che cosa ci sia dentro…

Per chi è del segno dei Pesci, l’acqua aiutata a pensare, ti dona quel regalo che desideri la calma, la tranquillità. Chiudi gli occhi nell’umidità della stanza e spariscono le pareti per fare posto alla spiaggia, al mare dalle tonalità verdi e blu intense, un quadro, una marina da osservare.

E l’accappatoio ti riporta alla realtà, alle goccioline di quei sogni profumati che per un attimo tenti di afferrare, ma scappano subito ormai decise a ritornare nel fiume della realtà…

Pubblicato su Le pagine della nostra vita http://www.lepaginedellanostravita.it/blog/juju.html